REIETTI E FUORILEGGE
13:42
Uno dei libri che più mi
ha colpito in questi ultimi anni l'ho studiato per un
esame dell'università quasi tre anni fa. Strano vero? Si passa il
tempo a lamentarsi di non poter mai leggere quello che si vuole e poi
ci si innamora di un testo che si è “obbligati” a studiare.
Il libro in questione si
chiama Reietti e fuorilegge. Non è un romanzo ma una ricerca
etnografica svolta principalmente da un antropologo americano,
Philippe Bourgois, e da altri collaboratori.
Reietti e fuorilegge. Antropologia della violenza nella metropoli americana, DeriveApprodi 2011 |
Il contesto della
ricerca, durata parecchio tempo, dal 1994 al 2006, è San Francisco,
in particolare la zona che circonda una grossa arteria stradale
chiamata con un nome di fantasia “Edgewater Boulevard”. I
soggetti studiati sono i membri di una comunità di homeless
tossicodipendenti.
In questo quartiere, ex
zona industriale in grande espansione negli anni '70 ma diventata
periferica negli anni '90 con il repentino passaggio dal settore
industriale a quello della tecnologia high-tech, si svolgono le vite
ai margini della società degli homeless tossicodipendenti.
Il libro, pur essendo una
ricerca, risulta molto piacevole da leggere grazie anche
all'inserimento di note di campo tratte direttamente dai diari degli
antropologi e dalle fotografie, in alcuni casi molto forti e di
impatto, scattate da Jeff Schonberg, il collaboratore più stretto di
Bourgois e coautore del libro.
![]() |
Una foto dell'accampamento. |
Il punto cruciale della
ricerca, avvenuta a stretto contatto con queste persone tanto da
condividerne l'accampamento e partecipare alla loro giornata tipica
scandita dalla continua ricerca della dose successiva per non
ritrovarsi in astinenza, è stato quello di indagare la povertà
estrema, l'esclusione sociale e il consumo di droga cercando di
individuare i nessi presenti tra le strutture di potere, le forme di
soggettività create dall'alto ma allo stesso tempo individuali e il
concetto di abuso lumpen, che fa riferimento a una categoria sociale
introdotta da Marx e corrispondente al sottoproletariato.
L'obbiettivo che si pone
questa ricerca etnografica è quello di cercare di capire per quale
motivo gli Stati Uniti d'America, una delle nazioni più ricche del
mondo, produca così tanti tossicodipendenti poveri e sopraffatti
dalla violenza della quotidianità. Sì, perché le vite ai margini della società di queste persone sono frutto della politica americana tanto quanto
lo sono la Silicon Valley e tutto ciò di cui gli USA fanno motivo di orgoglio nazionale.
Vengono ripresi alcuni
celebri concetti come quello di potere elaborato da Foucault, un
potere che non è prerogativa delle istituzioni ma che si insinua e
permea tutta lo società, l'habitus di Bourdieu che tramite il potere
strutturale introduce dei particolari modi di essere, delle
predisposizioni personali e delle propensioni che si tramutano in
pratiche quotidiane che arrivano a legittimare le disuguaglianze
sociali, ed infine quello di zona grigia, reso noto da Primo Levi.
Per zona grigia si intendono tutti quegli spazi in cui oppressori ed
oppressi si confondono e dove vige il regime del sospetto, in cui
gli imperativi della sopravvivenza prevalgono sulla dignità umana.
Le stesse dinamiche, evidenziate da Levi nei campi di concentramento,
si ripropongono anche nella quotidianità degli homeless di Edgewater
Boulevard. Bourgois, in tutto questo, non solo cerca delle risposte
alla situazione che si è venuta a creare ma prova a trovare anche
delle possibili soluzioni da attuare in futuro.
Tra iniezioni di eroina,
crack e cocaina, piccoli furti, ascessi, ricoveri in ospedale,
l'elemosina e i piccoli lavori per racimolare quanto basta per
procurarsi una dose, veniamo introdotti in questa realtà nella sua
crudezza più vivida, non allo scopo di spettacolarizzare la
sofferenza ma per mostrare una delle tante facce dell'occidente che
il più delle volte resta nascosta all'ombra delle sfavillanti luci
della modernità. Con il monito di essere in grado di individuare e
prevenire queste zone grigie della nostra epoca che troppo spesso
vengono ignorate da quella che si vuol far passare come la società migliore di tutte.
0 commenti